Bunogiorno! Alla luce dell'ultimo incontro abbiamo deciso di fare un passo indietro rispetto alla progettazione dell' "edificio museale", (anche se ci stiamo documentando sull'edificio d'angolo e riferimenti su musei del design, del quale abbiamo già definito gran parte della modalità espositiva con l'aiuto di una vasta bibliografia), con la finalità di fissare degli obiettivi sulla sistemazione del contesto, andando cosi a definire un'idea "forte" alla quale legare il progetto, il quale sarà parte integrante di essa.
Riproponiamo a questo proposito un vecchio schizzo, con il quale intendiamo riassumere i concetti chiave.
L'idea nasce come risposta alle direttive stabilite con il resto del gruppo, in primis quella di mantenere dei collegamenti pedonali, tra il ponte della Musica (a nostro avviso preesistenza da valorizzare e giustificare) e i due poli museali (Genio Civile e il nostro museo).
Allo stesso tempo mantenere le direttive per il nuovo assetto carrabile, il cui obiettivo principale è di ridurre il livello di viabilità su Viale Angelico.
Spieghiamo brevemente il concept:
La volontà è quella di realizzare una nuova parte di città la quale possa lavorare come unico organismo, comprendendo elementi con diverse destinazioni d'uso (musei, parchi, viali attrezzati, ecc...), prendendo come riferimento un sistema già sperimentato in diverse città europee.
Per maggiore chiarezza riportiamo l'esempio di Berlino, in cui un grande viale (Unter den Linden, viale dei tigli) che prevede una grande area di percorribilità pedonale al suo interno, conduce dalla porta di Brandeburgo all'isola dei musei (Museuminsel).
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| Unter den Linden, viale dei tigli |
Andiamo di seguito ad elencare i punti chiave dello schizzo per discuterne insieme:
- in celeste sono evidenziate le aree con destinazione museale;
- in rosso abbiamo evidenziato la parte antistante al nuovo museo, che di comune accordo con gli altri gruppi, farà da filtro fra il lotto di progetto e la restante area, nello specifico prevediamo la realizzazione di una piazza in prossimità dell'ingresso al museo;
- in grigio sono evidenziate parte delle strade rispetto al nuovo assetto viario;
- in bianco sono evidenziati i collegamenti pedonali.
Dal disegno emerge la volontà di realizzare degli spazi non solo di collegamento e attraversamento. Prevediamo a questo proposito una sezione di 14m (dimensione non casuale, ma che ricalca l'ingombro delle quattro carreggiate carrabili sotterranee del lungotevere). Questa dimensione, a nostro avviso sufficiente, permette la realizzazione di percorsi attrezzati che pur mantenendo la loro funzione di collegamento (Ponte/Musei), danno la possibilità di realizzare qualcosa di più ampio, come lo svolgimento di manifestazioni ed eventi temporanei (festival dedicati a qualsiasi tipologia di tematica). In questo modo crediamo di rispettare l'idea di riuscire a creare un segno forte, donando alla città uno spazio in continuo mutamento.
Consideriamo questi elementi il cuore dell'intervento, che ha come prerogativa quello di donare alla città di Roma un nuovo polo culturale. La presenza dei musei è senza dubbio un chiaro segnale di questa volontà, ma ci sembra inevitabile ed opportuno fare in modo che tutta l'area acquisisca la medesima identità, giustificando di fatto un intervento dispendioso, come la realizzazione del nuovo assetto stradale (che prevede la realizzazione di gallerie e nuovi sensi di marcia).
Allo stesso tempo crediamo in questo modo di valorizzare un elemento imponente come il Ponte della Musica, che insieme alla "rambla" (prevista dal progetto di gruppo) segna l'accesso alla nuova area in maniera chiara e leggibile anche in scala urbana.
Il sistema è così riconducibile ad uno schema semplice, in cui due assi stradali (che da analisi storica e di prg appaiono di vistosa importanza, nello specifico viale Angelico e via Guido Reni) conducono ad un nuovo nucleo comprendente musei, aree verdi, e oggetti in prestito alla città per eventi temporanei.
A seguito di questo ragionamento intendiamo realizzare una tavola riassuntiva, che sulla base del primo schizzo qui riportato, rappresenti tutti questi concetti. Conseguenza inevitabile è la suddivisione dell'area in tante microaree di progetto, affidate di volta in volta a diversi progettisti. In cui noi chiaramente sviluppiamo l'area destinata alla realizzazione del nuovo museo e della piazza antistante, tralasciando le altre (parchi, nuovo parcheggio ecc.) come oggetti da assegnare ad altri ipotetici progettisti.
Scusandoci per la lunghezza del post, abbiamo cercato di essere chiari ed esaustivi per presentare la strada che stiamo prendendo, in modo tale da poterne discutere da subito assieme tramite post, commenti e revisioni.
A presto,
Lorenzo e Leandro




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